Perdipiave

L'Abbazia di Sant'Eustachio

Un antico monastero benedettino a Nervesa della Battaglia

L’Abbazia di Sant’Eustachio

L’Abbazia di Sant’Eustachio

Risalendo le colline del Montello, facciamo una visita all’Abbazia di Sant’Eustachio nel comune di Nervesa della Battaglia.

Dopo la sorpresa di vedere uno stambecco sbucar fuori dalla vegetazione sul sentiero che sale verso la collina, non appena ci troviamo sul promontorio non possiamo che rimanere attoniti di fronte alle rovine di questo antico monastero benedettino risalente all’XI secolo.

Su questo strategico punto sopraelevato, a poca distanza dal Piave, già i Romani stabilirono una torre di vedetta per tenere sotto controllo il passaggio sulla via Claudia Augusta Altinate.

Fu Rambaldo III della famiglia di stirpe longobarda dei Collalto ad erigere questa abbazia, anche con l’intento di fondare un’istituzione autonoma, fedele al pontefice, rispetto all’influenza crescente del vescovo di Treviso che appoggiava l’imperatore.

L’abbazia, grazie ai possedimenti dei ricchi Collalto e alle donazioni, crebbe di importanza negli anni, divenendo un importante monastero e meta di pellegrinaggi, controllando inoltre numerose cappelle e pievi in tutto il territorio trevigiano.

Nel Duecento e poi nel Trecento, tuttavia, la guerra guelfo-ghibellina prima e successivamente la guerra tra Treviso e gli Ungari distrussero il monastero che fu però sempre ricostruito e riportato all’antico splendore, fino al 1509 quando le terre della Repubblica di Venezia subirono l’avanzata della Lega di Cambrai che devastò il Veneto fino ad arrestarsi alle porte di Padova e Treviso. Ciò comportò una crisi tra la Serenissima e le istituzioni ecclesiastiche che nel 1521 decisero di sopprimere l’abbazia e di sciogliere il monastero, riducendolo a semplice luogo di culto.

Il colpo di grazia fu poi dato da Napoleone all’inizio del 1800 con la confisca delle proprietà della Chiesa: la splendida abbazia fu così abbandonata al degrado e all’incuria.

Infine, le lunghe e violenti battaglie della Prima Guerra Mondiale che colpirono tutta l’area tra il Piave ed il Montello distrussero anche quel poco che restava in piedi. E così si è arrivati fino ai nostri giorni quando le rovine dell’abbazia sono state recentemente rivalorizzate da un progetto finanziato dall’Unione Europea.

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Lug. 31st | Posted by 0 comments

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